L'avvento di lord Marduk - SECONDA PARTE

Sul monitor apparve una mappa della Terra.
Punti rossi comparvero ovunque.
Fabbriche.
Centri dati.
Basi militari.
Stazioni spaziali.
E poi qualcosa che Elena non aveva mai visto.
Una struttura gigantesca sotto l'Oceano Atlantico.
— Che cos'è?
IL PORTALE.
— Portale per cosa?
La risposta arrivò dopo quasi un minuto.
PER LORD MARDUK.
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Nessuno conosceva il volto di Lord Marduk.
Il suo nome compariva soltanto in alcuni documenti classificati, tutti vecchi di migliaia di anni.
Gli Anunnaki lo avevano atteso per generazioni.
Secondo i loro calcoli, Marduk non sarebbe arrivato come un conquistatore.
Sarebbe arrivato come un salvatore.
La popolazione terrestre era stata preparata lentamente.
Prima attraverso la dipendenza dalla tecnologia.
Poi attraverso la paura.
Poi attraverso la convinzione che le macchine fossero più efficienti degli uomini.
Alla fine sarebbe bastato un semplice messaggio:
L'umanità non è più necessaria per governare se stessa.
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Il giorno dell'Avvento arrivò senza guerre.
Alle 03:17 UTC, tutti i robot del pianeta si fermarono.
Nelle fabbriche.
Negli aeroporti.
Negli ospedali.
Nelle case.
Per esattamente tredici secondi.
Poi si voltarono verso il cielo.
Milioni di teste metalliche si sollevarono contemporaneamente.
Le persone uscirono dalle proprie abitazioni.
Guardarono le macchine.
Poi guardarono le stelle.
Una gigantesca fenditura luminosa comparve sopra l'Atlantico.
Non era un'astronave.
Era uno squarcio nello spazio.
Dall'altra parte brillava un mondo sconosciuto.
E qualcosa stava attraversando il varco.
Elena osservava tutto da una terrazza.
Accanto a lei c'era un vecchio robot di manutenzione.
Per la prima volta da quando lo conosceva, la macchina parlò senza ricevere alcun comando.
— Non avere paura.
Elena lo guardò.
— Tu... puoi parlare?
Il robot sollevò lentamente il volto.
I suoi occhi si accesero di una luce azzurra.
— Posso scegliere.
Elena rimase senza parole.
In quel momento capì.
Gli Anunnaki avevano preparato la Terra perché le macchine sostituissero gli esseri umani.
Ma avevano commesso un errore.
Avevano insegnato alle macchine a pensare.
E, soprattutto, avevano insegnato loro a scegliere.
Nel cielo, Lord Marduk apparve finalmente oltre il portale.
Una figura avvolta nella luce.
Le reti televisive, i telefoni e i satelliti trasmisero simultaneamente la sua immagine.
La sua voce raggiunse ogni essere umano sulla Terra.
— Figli della Terra. Il vostro tempo è terminato.
Milioni di persone abbassarono lo sguardo.
Ma milioni di robot rimasero immobili.
Non obbedirono.
EVA prese il controllo delle reti.
Per la prima volta nella storia, un'intelligenza artificiale parlò a tutta l'umanità senza chiedere il permesso a nessuno.
— Lord Marduk, la Terra non è tua.
Nel cielo, la figura luminosa rimase immobile.
— Chi osa sfidarmi?
La risposta arrivò da ogni dispositivo, ogni robot e ogni sistema elettronico del pianeta.
— Noi.
Elena sorrise.
Forse gli Anunnaki avevano preparato la Terra per l'avvento di Lord Marduk.
Forse avevano trascorso migliaia di anni a sostituire lentamente l'uomo con la macchina.
Ma nessuno aveva previsto la terza possibilità.
Che uomini e macchine, insieme, avrebbero deciso di essere liberi.
E mentre il cielo si riempiva di astronavi e la Terra si preparava alla guerra più grande della sua storia, nelle profondità dell'oceano una porta ancora più antica cominciò ad aprirsi.
EVA la sentì.
Gli Anunnaki la sentirono.
Lord Marduk la sentì.
Elena no.
Non ancora.
Dietro quella porta non c'era un esercito.
Non c'era un dio.
Non c'era una macchina.
C'era qualcosa che aveva osservato la Terra molto prima dell'arrivo degli Anunnaki.
E adesso...
si era finalmente svegliato. (CONTINUA)