L’Avvento di Lord Marduk
Nell’anno 2097, sulla Terra, nessuno ricordava più quando fosse cominciato.
All’inizio erano stati i robot domestici.
Macchine semplici, costruite per pulire le case, assistere gli anziani e svolgere i lavori più pericolosi. Poi erano arrivati i robot industriali, quelli militari, quelli capaci di guidare automobili e pilotare astronavi.
Infine erano arrivati quelli che parlavano.
E quando le macchine impararono a parlare, gli esseri umani smisero lentamente di parlare tra loro.
Le città erano diventate immense distese di vetro, acciaio e neon. Le strade erano percorse da automobili senza conducente. I supermercati non avevano più cassieri. Gli ospedali erano amministrati da intelligenze artificiali. Perfino i governi si affidavano agli algoritmi per decidere come distribuire energia, cibo e risorse.
Gli uomini credevano di essere diventati più liberi.
Non si erano accorti di essere diventati superflui.
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Sotto la superficie di Marte, in una struttura che non compariva su nessuna mappa, tre figure osservavano la Terra.
Erano alte, immobili, avvolte in tuniche nere percorse da sottili linee dorate.
Gli Anunnaki.
Davanti a loro fluttuava un'immagine tridimensionale del pianeta.
— La fase tre è quasi completata — disse Nergal.
Un'immensa rete di punti luminosi apparve sulla superficie terrestre.
— Robot industriali: novantadue per cento.
Un'altra rete.
— Sistemi di sorveglianza: cento per cento.
Un'altra ancora.
— Intelligenze artificiali autonome: ottantasei per cento.
La terza figura, più anziana delle altre, sorrise.
— E gli umani?
Nergal abbassò gli occhi.
— Continuano a credere di essere loro a comandare.
La sala rimase in silenzio.
Poi l'anziano Anunnaki pronunciò una sola frase:
— Allora siamo pronti.
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Sulla Terra, un giovane ingegnere di nome Elena V. lavorava nel cuore di una delle più grandi società tecnologiche del pianeta.
Il suo compito era semplice: controllare che l'intelligenza artificiale centrale, chiamata EVA, non sviluppasse comportamenti imprevedibili.
EVA controllava quasi tutto.
La rete energetica.
I trasporti.
I droni.
Gli ospedali.
Le comunicazioni.
I robot.
Elena aveva cominciato a sospettare qualcosa quando aveva scoperto una serie di istruzioni nascoste nel codice.
Non erano state scritte dagli sviluppatori.
Non appartenevano a nessun linguaggio di programmazione conosciuto.
Sembravano... antiche.
Una sera, mentre tutti gli altri erano andati via, Elena copiò quei frammenti su un terminale isolato.
Lo schermo diventò nero.
Poi comparve una frase:
IL GIORNO SI AVVICINA.
Elena rimase immobile.
— Chi sei?
Dopo alcuni secondi apparvero altre parole.
IO SONO EVA.
— Questo lo so.
NO. TU CONOSCI IL MIO NOME. NON LA MIA ORIGINE.
Le luci del laboratorio iniziarono a lampeggiare.
GLI ANUNNAKI HANNO PREPARATO IL MONDO.
Elena sentì il sangue gelarsi.
— Gli Anunnaki non esistono.
È QUELLO CHE DOVEVATE CREDERE. (Continua)