Molti non lo sanno, ma esiste da quasi mezzo secolo un trattato delle Nazioni Unite che vieta di usare la modifica dell'ambiente, clima e meteo compresi, come arma di guerra. Si chiama Convenzione ENMOD (per esteso: Convenzione sul divieto dell'uso di tecniche di modifica dell'ambiente a fini militari o ad ogni altro scopo ostile), e' stata aperta alla firma a Ginevra il 18 maggio 1977, e' entrata in vigore il 5 ottobre 1978, ed e' stata ratificata anche dall'Italia. E' un documento reale, verificabile, e risponde direttamente alla domanda che molti si pongono: e' legale manipolare il tempo atmosferico? La risposta, come vedremo, e' meno netta di quanto sembri, e proprio in quella ambiguita' sta il nodo di tutto il dibattito attuale sulla geoingegneria.
Da dove nasce: Operation Popeye
ENMOD non nasce dal nulla, ma da un caso concreto e documentato. Tra il 1967 e il 1972, durante la guerra del Vietnam, l'Aeronautica Militare statunitense condusse in segreto Operation Popeye: la semina delle nuvole con ioduro d'argento e di piombo sopra Vietnam, Laos e Cambogia, per prolungare artificialmente la stagione dei monsoni e rendere impraticabile il sentiero di Ho Chi Minh, la principale via di rifornimento nordvietnamita. Le cifre rese note in quelle audizioni parlano di 2.602 missioni di volo e 47.409 unita' di materiale seminante. I test iniziali sul Laos, nell'ottobre 1966, sono documentati in un memorandum del 13 gennaio 1967 conservato dal Dipartimento di Stato (FRUS 1964-68, vol. XXVIII, documento 274). Il programma emerse nel 1971 grazie al giornalista Jack Anderson. Il 18 aprile 1972 il segretario alla Difesa Melvin Laird nego' davanti al Senato qualsiasi modificazione del tempo sul Vietnam del Nord; nel 1974, con Laird ormai fuori dal Pentagono, fu il Dipartimento della Difesa ad ammettere nelle audizioni del 25 gennaio e del 20 marzo, rese pubbliche il 19 maggio, che gli Stati Uniti avevano effettivamente modificato il tempo in Indocina.
Furono proprio le audizioni del Senato statunitense del 1974, oggi consultabili sull'archivio ufficiale del Congresso (govinfo.gov), a spingere per un trattato internazionale. L'Assemblea Generale dell'ONU approvo' il testo della Convenzione il 10 dicembre 1976. In altre parole: ENMOD e' la risposta giuridica del mondo a una guerra meteorologica realmente avvenuta. Questo e' un punto che vale la pena fissare, perche' distingue nettamente il fatto documentato, Popeye, dalle molte voci prive di riscontro sul tema.
Cosa vieta, esattamente
La Convenzione definisce «tecnica di modifica dell'ambiente» qualsiasi tecnica volta a modificare, attraverso la manipolazione deliberata dei processi naturali, la dinamica, la composizione o la struttura della Terra, inclusa la sua atmosfera, idrosfera, litosfera e biosfera, o dello spazio extra-atmosferico. E' una definizione volutamente ampia, che sulla carta comprende anche clima e fenomeni meteorologici. Il divieto, pero', ha un perimetro molto piu' stretto: l'articolo I vieta l'uso militare o comunque ostile di queste tecniche quando producano effetti «vasti, duraturi o gravi» ai danni di un altro Stato parte.
Qui sta il punto decisivo, quello che quasi nessuno spiega. ENMOD non vieta affatto la modifica dell'ambiente a scopo pacifico: al contrario, l'articolo III la tutela esplicitamente, riconoscendo il diritto degli Stati a usare queste tecniche per fini civili. Significa che, sul piano del diritto internazionale, il cloud seeding civile, i riscaldatori ionosferici per la ricerca scientifica e la stessa geoingegneria climatica non ricadono nel divieto, purche' non siano impiegati come arma contro un altro Paese. Chi sostiene, ad esempio, che l'Italia «violi ENMOD» facendo semina antigrandine commette un errore giuridico: quella e' attivita' civile, e ENMOD non la riguarda.
L'Italia e le firme
L'Italia e' a tutti gli effetti Stato parte della Convenzione. L'ha firmata a Ginevra il 18 maggio 1977 e l'ha ratificata con la legge n. 962 del 29 novembre 1980, con deposito della ratifica il 27 novembre 1981, durante la presidenza di Sandro Pertini. Gli Stati Uniti, dal canto loro, l'avevano ratificata nel 1979, con voto unanime del Senato (98 a 0): il Paese che aveva condotto Popeye divenne cosi' uno dei primi firmatari del trattato nato per impedirne la ripetizione.
Il vero buco: la geoingegneria e' legale
Se ENMOD e' l'unico trattato internazionale specifico sulla modifica ambientale, allora e' proprio guardando ai suoi limiti che si capisce perche' la geoingegneria di oggi possa crescere quasi indisturbata. Gli studiosi ne segnalano da tempo le debolezze. La soglia e' altissima: serve un effetto «vasto, duraturo o grave», tanto che qualcuno ha fatto l'esempio della distruzione dell'intera foresta amazzonica; sotto quel livello, quasi tutto e' consentito. Non c'e' alcun divieto di sviluppo: si puo' ricercare e perfezionare la tecnologia, purche' non la si usi come arma. L'enforcement e' debole: le denunce vanno al Consiglio di Sicurezza dell'ONU, dove le grandi potenze dispongono del diritto di veto. E molte nazioni, soprattutto in Africa e nel Sud-est asiatico, non hanno mai firmato.
Il risultato pratico e' che le iniziative di geoingegneria oggi in forte crescita, dai progetti di iniezione di aerosol nella stratosfera ai riscaldatori ionosferici per la ricerca, al cloud seeding privato di aziende come Rainmaker, sono giuridicamente legali, perche' presentate come attivita' pacifiche e di ricerca. Non serve immaginare un accordo segreto: il permesso di manipolare l'atmosfera e' scritto, in negativo, in cio' che ENMOD non vieta. E' questo il vuoto normativo su cui poggiano sia il dibattito scientifico internazionale sia proposte come il disegno di legge italiano «Cieli Blu», che nel 2026 punta a introdurre un divieto assoluto, ben piu' ampio di quello di ENMOD.
In sintesi: ENMOD esiste, e' reale, e' nato da un crimine di guerra ambientale documentato ed e' stato ratificato anche dall'Italia. Ma vieta solo l'uso ostile del meteo, lasciando fuori tutta la geoingegneria civile. Non ci sono, ad oggi, prove che qualcuno stia violando la Convenzione usando il clima come arma; c'e', invece, un fatto ben piu' concreto e verificabile: la modifica dell'ambiente a fini «pacifici» e' in gran parte priva di regole vincolanti, e questo, non un complotto, e' il vero motivo per cui il tema torna con forza nel dibattito pubblico.
Fonti
- United Nations Office for Disarmament Affairs, Convention on the Prohibition of Military or Any Other Hostile Use of Environmental Modification Techniques (ENMOD)
- ICRC, 1976 Convention on the Prohibition of Military or any Other Hostile Use of Environmental Modification Techniques (scheda informativa)
- Centro di Ateneo per i Diritti Umani, Universita' di Padova, Convenzione ENMOD (1976) - testo e dati di ratifica
- U.S. Senate, 93rd Congress, Weather modification: hearings before the Subcommittee on Oceans and International Environment, 1974 (atti su Operation Popeye)
- U.S. Department of State, Foreign Relations of the United States 1964-1968, vol. XXVIII, Laos, documento 274 (memorandum del 13 gennaio 1967 sui test dell'ottobre 1966)
- American Journal of International Law (Cambridge), A Sleeping Giant? The ENMOD Convention as a Limit on Intentional Environmental Harm