Il 7 agosto 2026, insieme alla ben più nota testimonianza del pilota su Bagram, il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti ha reso pubblico anche un fascicolo passato quasi inosservato: due cablogrammi diplomatici del 1963 su una presunta sfera metallica precipitata nel comune di Conde, nello stato brasiliano di Bahia, con a bordo un occupante morto vestito con una tuta dalle scritte indecifrabili. I documenti, oggi consultabili su war.gov/UFO, non confermano nulla di tutto questo: raccontano piuttosto come Washington abbia verificato la notizia nel giro di dodici giorni e l'abbia archiviata come priva di fondamento. È la parte della quinta tranche PURSUE che finora nessuna testata italiana ha raccontato nel dettaglio.

Cosa raccontano i documenti, giorno per giorno

L'origine della vicenda è una trasmissione radiofonica. L'8 novembre 1963 Radio Tupi, da Rio de Janeiro, diffonde la notizia che a Conde, sulla costa settentrionale di Bahia, sarebbe precipitata «una grande sfera metallica», aprendo una voragine di circa quattro metri di profondità. All'interno, secondo la radio, si troverebbe un corpo umano vestito con abiti pesanti, «su cui compaiono iscrizioni indecifrabili». Il servizio di monitoraggio radio della CIA, il Foreign Broadcast Information Service (FBIS), intercetta e trascrive la trasmissione lo stesso giorno.

Cinque giorni dopo, il 13 novembre 1963, il National Aeronautics and Space Council (NASC, l'organo della Casa Bianca che all'epoca coordinava la politica spaziale statunitense — da non confondere con la NASA) gira la segnalazione al Dipartimento di Stato chiedendo un riscontro. Il documento che ne risulta, oggi catalogato come EOP-UAP-D001 («NASC Inquiry into Bahia, Brazil Incident»), è una sola pagina che riporta il testo del dispaccio radiofonico insieme alla richiesta di verifica.

Il giorno successivo, il 14 novembre, l'ambasciata americana a Rio de Janeiro invia un telegramma al Dipartimento di Stato e al consolato di Salvador, capitale di Bahia, per sollecitare accertamenti sul campo. Questo secondo documento, DOS-UAP-D001 («Diplomatic Cable, Brazil»), descrive l'oggetto come «un grande pallone metallico con equipaggio» («a large metal balloon with a crew», nel testo originale) e l'occupante come un «membro dell'equipaggio deceduto» in «uniforme o tuta spaziale con simboli inconsueti».

L'esito dell'inchiesta

La risposta arriva il 20 novembre 1963, firmata dal console americano a Salvador, Harold Midkiff. Il testo originale, tradotto qui per la prima volta in italiano, è netto nella sua conclusione:

""Story of strange object descending in region of Conde Bahia apparently fabricated in Rio no such objects seen by anyone in the area according to newspaper reporters and others who rushed there before investigation reports were received. Secretary Public Security speculated object might be weather balloon - but no such sighting verified." — In italiano: «La storia dello strano oggetto disceso nella regione di Conde, Bahia, sembra essere stata fabbricata a Rio: nessun oggetto del genere è stato visto da alcuno nella zona, secondo i giornalisti e gli altri accorsi sul posto prima che arrivassero i rapporti d'inchiesta. Il Segretario della Pubblica Sicurezza ha ipotizzato che l'oggetto potesse essere un pallone meteorologico, ma nemmeno questo avvistamento è stato confermato»."

— Cablogramma diplomatico DOS-UAP-D001, 20 novembre 1963

Il cablogramma aggiunge che anche il Ministero dell'Aeronautica brasiliano ha negato categoricamente la presenza di «qualunque oggetto strano» a Conde, e che i giornalisti inviati sul posto non hanno trovato traccia né della voragine né del corpo descritti dalla radio. In sostanza, tre fonti indipendenti fra loro — l'ambasciata statunitense, il ministero brasiliano e la stampa locale — convergono sulla stessa conclusione: la notizia diffusa da Radio Tupi non aveva alcun riscontro sul terreno.

Un dettaglio che i documenti stessi non chiariscono

Curiosamente, il cablogramma del 20 novembre riporta come data dell'avvistamento originale l'8 novembre «1964», un anno dopo rispetto a tutta la corrispondenza precedente e ai resoconti stampa, che collocano l'episodio nel 1963. Non è chiaro se si tratti di un errore di battitura dell'epoca o di un refuso nella trascrizione confluita nel fascicolo declassificato: il Dipartimento della Guerra non ha aggiunto alcuna nota esplicativa in merito. Non ci sono conferme indipendenti su questo punto: è un piccolo promemoria di quanto la declassificazione, da sola, non risolva le ambiguità dei documenti che rende pubblici — si limita a renderli leggibili.

Perché la vicenda è comunque interessante

Il caso di Conde non compare tra i titoli più ripresi del quinto rilascio PURSUE, oscurato dal più fotogenico triangolo di Bagram e dal caso dell'orologio che salta 25 minuti, entrambi già raccontati su queste pagine. Eppure, a suo modo, dice qualcosa di utile sul funzionamento reale della macchina diplomatica statunitense in piena Guerra Fredda: una radio brasiliana lancia una notizia clamorosa, la CIA la intercetta entro le ore, la Casa Bianca la gira al Dipartimento di Stato, l'ambasciata attiva il consolato locale, e nel giro di dodici giorni la catena burocratica produce una risposta verificata sul campo. Non risulta nessun insabbiamento: risulta una macchina che ha funzionato, e che ha concluso — per quanto emerge dai documenti stessi — che la storia era priva di fondamento.

Resta un punto che vale la pena sottolineare con la stessa cura riservata ai casi più clamorosi: anche qui non ci sono conferme indipendenti oltre ai documenti diplomatici stessi. Non sono stati resi pubblici eventuali fascicoli della polizia brasiliana né archivi della stampa locale dell'epoca, e oggi non è possibile verificare in modo indipendente se la trasmissione di Radio Tupi sia realmente andata in onda nei termini riportati dall'FBIS. La documentazione disponibile è, in altre parole, americana: racconta come Washington ha reagito a una notizia, non necessariamente tutto ciò che accadde — o non accadde — sul terreno a Bahia.


Fonti

  • U.S. Department of War, archivio PURSUE — war.gov/UFO (fonte primaria, quinta tranche, 7 agosto 2026), documenti EOP-UAP-D001 e DOS-UAP-D001
  • USA Herald, «Pentagon's Brazil "Dead Spaceman" Cable Carries a Different Legal Lesson: Declassification Is Not Confirmation»
  • Unknown Country, «Pentagon UFO Files Show Why Declassification Is Not Verification»
  • UFO Feed, «Quote from EOP-UAP-D001, NASC Inquiry into Bahia, Brazil Incident, November 13, 1963»
  • Correio Braziliense, «Entenda investigação dos EUA por OVNI na Bahia em 1963», agosto 2026
  • ND+ (ndmais.com.br), «'Grande esfera metálica' e 'tripulante morto': arquivos dos EUA resgatam relato de suposto OVNI na Bahia»